Non avendo capacità divinatorie, difficilmente sono in grado di prevedere che direzione prenderà la nave Italia, di certo però non riesco ad immaginare l’attracco in un’oasi felice. Avendo un attimo lo sguardo concentrato sugli esecutivi della prima Repubblica, la temporalità degli stessi era così esigua da non permettere quasi la conoscenza del loro esistere. La maggioranza bulgara dell’attuale esecutivo invece, è talmente ampia, che potrebbe in teoria legiferare senza esclusioni di colpi, in concreto si impantana nella quasi continua verifica della tenuta parlamentare con l’espediente del “voto di fiducia”, e si sgretola con la voglia di creare blocchi contrapposti tra un partito del nord ed uno del sud. L’idea balenate di costituire un partito del sud, il quale prenderà le mosse dalla roccaforte meridionale del Pdl, la Sicilia, è francamente un progetto senza obiettivo. La lega nord nasce, seppur non caratterizzata da ampie sfumature oxfordiane, con l’intento di aprire ad una riforma federale e magari limare, anche se in modo poco ortodosso, la presenza non proprio gradita di immigrati. Il partito del sud, non può certo convergere su questi fronti, ma figurerebbe come un salvadanaio pronto a gestire i fondi che il forziere romano dovrebbe incanalare a valle. L’Italia nel complesso, anche per via dell’impudenza di chi la rappresenta e della società complice di questo sfacelo, è un Paese mediocre. Un turista che visita la prima volta il nostro Paese resta entusiasta. Un giornalista straniero che forzatamente vive in loco per lavoro, narra sempre di uno stivale a tinte fosche. La classe politica dimostra davvero di essere un colabrodo. Anche una maggioranza forte non basta per garantire il giusto vigore e la correttezza dell’azione di governo in un Paese che necessita fortissime trasformazioni. L’intento del cambiamento aleggia solo in campagna elettorale, successivamente, l’obiettivo resta solo ed esclusivamente la poltrona. E’ davvero sgradevole leggere dell’ipotesi di un eventuale ministro per il mezzogiorno. Non vedo l’utilità pratica se non l’aumento voluminoso di ataviche e ancora attuali politiche clientelari. Il Sud non decolla perché non c’è la voglia di decollare, in fondo si tira a campare e questo è l’importante. Non è nel mio costume generalizzare, in quanto ci sono decine e decine di persone che danno il loro contributo positivo. Spiace però che quest’ultime siano una goccia nel mare, e che la società, specie i più giovani, sono invasi da un appiattimento, una rassegnazione globale affinché nulla possa cambiare. Quest’ultimo aspetto inorridisce le coscienze degli stranieri i quali ci vedono sempre più come elefanti al circo sotto la direzione di un solo domatore. Se il circo però presenta sempre e costantemente lo stesso spettacolo, arriverà un giorno in cui non ci sarà più alcun spettatore ed il tendone dovrà per forza di cose essere rimosso.
M.B.