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mercoledì 31 marzo 2010

L'astrattezza del nulla

La democrazia trova la sua punta di massimo respiro nella scelta dei rappresentanti del popolo mediante il voto. Quest’ultimo è stato esercitato nonostante l’astensionismo robusto. La campagna elettorale è fortunatamente alle spalle, dunque qualche considerazione la si può fare. Ho scritto precedentemente, di come, l’offerta elettorale in termini di uomini e programma, mi era apparsa scarna e alquanto abborracciata. L’analisi post voto, mi porta a dare conferma di tutto questo. Esclusi alcuni candidati radicati nel territorio, per il resto mi è parso di assistere ad una farsa mediatica, dove qualcuno si erge a Messia, salvatore del corpo e dell’anima, mentre altri sono convinti che nonostante la batosta elettorale, i numeri ancora siano dalla loro parte. Ho il sentore che siamo maledettamente fuori da ogni logica razionalmente sana. Preda di un offuscamento di pensiero, che porta a scegliere una classe dirigente talmente mediocre, che nonostante la consapevolezza di tale “low profile”, deve essere premiata. Alcune regioni, vedranno sedere al Consiglio Regionale, consiglieri condannati, sottoposti a misure cautelari, i quali hanno ricevuto una valanga di voti. Si sa, l’amore vince sempre sull’odio e cancella ogni impurità, anche di natura giudiziaria. Ho avuto modo questo fine settimana, di confrontarmi con diverse persone, politicamente decise a sostenere l’uno o l’altro schieramento. Mi sono accorto che la scelta elettorale è nella gran parte dei casi dettata da squisite esigenze personali (l’amico dell’amico attraverso cui trovare suffragio magari occupazionale), per altro verso, l’immagine o meglio, il martellamento mediatico, porta alla formazione di un pensiero, il quale sconfina quasi con la venerazione di determinati soggetti, i quali possono dire o fare qualsiasi astrusità, senza che da parte dell’opinione pubblica si ponga in essere quella che chiamo “verifica di ritorno”. Si viene, come per magia, colpiti dall’”astrattezza del nulla”. Per carità, rispetto la scelta di ognuno, ci mancherebbe altro. Ma se come si afferma da più parti, la politica è il riflesso della società, e quest’ultima si dondola sull’”astrattezza del nulla”, inizio a pensare davvero di essere nato nel posto sbagliato, non so voi.
M.B.